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Formazione 360 • Compliance e Governance

ESG e Sostenibilità (CSRD 2026) — Compliance e Governance

La sigla ESG identifica tre dimensioni attraverso cui vengono analizzati aspetti ambientali, sociali e di governance di un'organizzazione.

E – Environmental

Può comprendere energia, emissioni, cambiamento climatico, uso delle risorse, rifiuti e impatti ambientali.

S – Social

Può comprendere lavoratori, salute e sicurezza, diritti umani, diversità, inclusione, parità, comunità e supply chain.

G – Governance

Può comprendere struttura decisionale, etica, controlli, anticorruzione, compliance, gestione dei rischi, remunerazione e trasparenza.

Questo rende evidente perché ESG e Compliance siano mondi strettamente collegati.

ESG non significa soltanto Bilancio di Sostenibilità

Uno degli errori più frequenti è identificare ESG esclusivamente con la produzione di un report. La rendicontazione rappresenta una parte del processo. Prima devono esistere:

strategie → responsabilità → processi → dati → controlli

e soltanto dopo reporting. Se un'organizzazione comunica obiettivi ambientali, sociali o di governance che non corrispondono ai propri processi reali, il problema non è soltanto comunicativo: è un problema di governance.

CSRD: il quadro europeo è cambiato nel 2026

La Corporate Sustainability Reporting Directive – CSRD ha introdotto un quadro europeo per la rendicontazione di sostenibilità. Ma il sistema è stato profondamente modificato nel 2026.

Con la Direttiva (UE) 2026/470, l'Unione europea ha semplificato gli obblighi della CSRD e della Corporate Sustainability Due Diligence Directive, riducendo in modo significativo il numero di imprese direttamente ricomprese nel perimetro della rendicontazione obbligatoria.

Questo è un punto importante: non tutte le aziende sono obbligate alla rendicontazione CSRD. L'applicabilità deve essere verificata considerando la normativa europea e nazionale vigente, dimensioni dell'impresa, numero di dipendenti, fatturato e ulteriori condizioni previste. Ma essere fuori dal perimetro diretto della CSRD non significa necessariamente essere estranei ai temi ESG.

Sostenibilità anche per le aziende non soggette a CSRD

Un'impresa può ricevere richieste di informazioni sulla sostenibilità da grandi clienti, banche, investitori, assicurazioni, gruppi multinazionali, procedure di qualifica, supply chain, gare e partner commerciali.

Nel 2026 il quadro europeo ha inoltre rafforzato l'attenzione verso standard volontari e proporzionati per le organizzazioni più piccole, proprio per limitare richieste eccessive lungo la catena del valore. La Commissione ha adottato nel luglio 2026 nuovi atti per la revisione degli ESRS e uno standard volontario destinato alle imprese protette dal cosiddetto value chain cap; alla data del 1° settembre 2026 tali atti risultano ancora nel relativo iter prima della piena efficacia.

La sostenibilità può quindi essere rilevante anche quando non deriva direttamente da un obbligo di reporting.

Formazione ESG per dipendenti

Un corso generale ESG dovrebbe aiutare le persone a comprendere il significato dei principali concetti — non soltanto memorizzare tre lettere. Può affrontare: sostenibilità, fattori Environmental, Social e Governance, stakeholder, impatti, rischi e opportunità, comportamenti aziendali, dati ESG, ruolo delle persone, Codice Etico, sostenibilità nella supply chain, comunicazione responsabile.

L'obiettivo è creare un linguaggio comune all'interno dell'organizzazione.

ESG e Greenwashing

Comunicare risultati e obiettivi di sostenibilità richiede attenzione. Espressioni come “green”, “sostenibile”, “carbon neutral”, “ecologico”, “a impatto zero” non dovrebbero essere utilizzate come semplici slogan. Le dichiarazioni devono essere supportate da informazioni coerenti, comprensibili e verificabili.

Per questo la formazione ESG dovrebbe coinvolgere anche marketing, comunicazione, commerciale e management. Non basta sapere che cosa l'azienda vuole raccontare: bisogna comprendere che cosa può effettivamente dimostrare.

ESG e Supply Chain

Una parte significativa dei rischi di sostenibilità può trovarsi fuori dal perimetro diretto dell'impresa. Fornitori e partner possono avere impatti su ambiente, condizioni di lavoro, diritti umani, integrità, anticorruzione, sicurezza e continuità operativa.

Questo rende sempre più importante integrare la sostenibilità nei processi di procurement, selezione, qualifica, due diligence, contrattualistica e monitoraggio. La formazione dei responsabili acquisti diventa quindi un collegamento naturale tra ESG, anticorruzione e compliance.

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